Vetro Stratificato: Che Cos’è? Caratteristiche e Prezzi

Sei in cerca di maggiori informazioni sul vetro stratificato?

Hai bisogno di conoscerne le caratteristiche, i prezzi e le differenze rispetto agli altri tipi di vetro?

Bene, devi sapere che esistono sostanzialmente due tipologie di vetro di sicurezza: vetro stratificato e vetro temperato.

In questo articolo analizzeremo insieme il vetro stratificato.

Sei pronto? Iniziamo!

 

 

Che cos’è un vetro stratificato? 

vetrocamera stratificato

 

Il vetro stratificato è composto da due o più lastre di vetro unite tra loro da una pellicola speciale di materiale plastico, resistente allo strappo e che, in caso di rottura anche violenta, tiene attaccati insieme i pezzi di vetro, evitando possibili ferite da taglio.

Questa pellicola è trasparente e viene indicata con la sigla PVB (cioè PoliVinilButirrale), mediante processi termici e di pressatura aderisce perfettamente al vetro, garantendo ottime condizioni di sicurezza.

È come se le lastre di vetro coinvolte fossero due fette di pane da toast e, in mezzo, ci si mettesse una sottiletta trasparente e appiccicosa. Se provo a rompere il toast, i pezzi di pane rimangono attaccati alla sottiletta e non cadono.

Per assicurare una protezione di base contro gli infortuni è sufficiente che questa pellicola sia spessa almeno 0,38 mm oppure 0,76 mm (si mettono insieme due pellicole da 0,38 mm).

Quando il vetro stratificato si rompe, assomiglia molto ad una ragnatela; così come accade per un parabrezza dopo uno scontro, i pezzi di vetro non si disperdono in giro ma rimangono nella loro sede, attaccati alla pellicola, non costituendo pericolo per l’incolumità di persone e animali.

 

vetrocamera infissi

 

Come leggere un vetro stratificato?

I vetri stratificati con pellicola in pvb vengono identificati con un numero a due o più cifre che indica lo spessore in millimetri delle lastre di vetro che lo compongono, seguito da una cifra separata con un punto che indica il numero totale (e non lo spessore) delle pellicole di pvb collocate fra le lastre.

Ad esempio, un vetrocamera 33.1-18-4v è composto da un vetro stratificato con:

  • due lastre da 3mm (sigla 33)
  • accoppiate da una pellicola pvb (sigla .1)
  • una canalina dallo spessore 18mm (sigla 18)
  • un vetro esterno di 4mm standard (sigla 4v)

Un vetrocamera 44.2-12-44.2, invece, avrà sul lato interno ed esterno un vetro stratificato composto da:

  • due lastre interne di 4mm;
  • accoppiate da due pellicole PVB;
  • in mezzo, una canalina da 12 mm;
  • all’esterno, due lastre di 4mm;
  • accoppiate anche loro da due pellicole in PVB.

La lettura della composizione dei vetrocamera si legge infatti:

  • struttura del vetro interno
  • canalina
  • struttura vetro esterno.

Il primo vetrocamera d’esempio va bene per una finestra, il secondo per una portafinestra, perché in quest’ultimo caso c’è il vetro stratificato dentro e fuori.

 

Vetro stratificato: come riconoscerlo?

Riconoscere un vetro stratificato è molto semplice, basta osservarlo di profilo, vedrai almeno due lastre, di solito spesse ciascuna 3/4 mm, separate in mezzo da una sottile striscia trasparente di tonalità leggermente diversa e spessore inferiore al mm.

In alternativa, munisciti di un accendino e avvicinalo al vetrocamera:

  • se vedi quattro fiamme molto vicine tra loro, significa che si tratta di un vetrocamera con vetri semplici (o float/monolitici);
  • se vedi quattro fiamme leggermente più distanti tra loro, si tratta di un vetro stratificato.

 

vetro stratificato come riconoscerlo

 

Caratteristiche del vetro stratificato: sicurezza e acustica

In base ai diversi spessori delle lastre, ma soprattutto in relazione al numero di pellicole e al loro trattamento, il vetro stratificato può essere impiegato per diverse esigenze e per risolvere specifici problemi. Vediamoli insieme.

 

Vetri stratificati antinfortunio

Abbiamo visto come una singola pellicola da 0.38 mm applicata tra due lastre di vetro può essere già sufficiente per garantire sicurezza anti-infortunio.

Se aumento il numero di pellicole e le sovrappongo, creando spessori tra le lastre da 0.76 fino a 2.28 mm, posso ottenere un vetro di sicurezza antisfondamento, per proteggermi da malintenzionati e ladri.

Ma quali sono le caratteristiche del vetro di sicurezza?

Il minimo per ottenere un vetro di sicurezza antisfondamento è l’impiego di una pellicola di spessore 0.76 mm, certificato in classe P2A antieffrazione – ci sono infatti due pellicole da 0.38 mm – ma sarebbe più opportuno utilizzare vetri con pellicola spessore 1.52 mm in classe P4A -4 pellicole- o addirittura di 2,28 mm P5A -5 pellicole- contro tentativi di scasso con utensili molto pesanti.

Se abiti ai primi piani di un condominio o hai una casa indipendente e necessiti di protezione antieffrazione, il consiglio è quello di orientarti su un vetro certificato il classe P4A, anche perché la differenza economica è contenuta rispetto al P2A di base e, in proporzione, si ottiene di più di quello che investi.

Naturalmente, l’impiego di questi vetri è davvero efficace solo se la finestra è dotata anche di altri accorgimenti di sicurezza quali i punti di chiusura aumentati, ferramenta e maniglia di sicurezza, piastra antitrapano.

Posso anche avere un vetro antiscasso P5A ma, se la finestra non ha altre dotazioni, per entrare basterà fare forza con un grosso cacciavite piatto o piede di porco inserito tra anta e telaio inferiore. In pochi secondi l’anta si aprirà verso l’interno senza particolare rumore. I ladri usano spesso questo trucco per entrare di soppiatto.

 

Vetri stratificati antirumore

Altra caratteristica fondamentale del vetro stratificato è la possibilità di ottenere un’ottima protezione dal rumore.

La nostra qualità di vita può essere fortemente compromessa dal rumore.

I suoni che udiamo senza fastidio consentendo il riposo si aggirano intorno ai 30 dB, più o meno una voce bisbigliata, la sala lettura di una biblioteca o il vento che muove le fronde degli alberi.

La percezione del rumore varia da persona a persona ma, in genere, rumori sopra questa soglia ci danno fastidio rendendoci stressati e suscettibili, anche se ci siamo abituati e non ce ne accorgiamo.

Se abiti in una casa o in  un appartamento spesso esposti a rumore, la cosa più efficace e conveniente che puoi fare è scegliere finestre ad elevato isolamento acustico.

In una finestra il vetro è uno degli elementi che incide di più per abbattere il rumore.

Nel vetro stratificato, quando viene impiegata una pellicola speciale insonorizzata e molto elastica, funzionante come un ammortizzatore tra le due lastre, vengono limitate le vibrazioni e si ottiene un miglioramento del confort acustico.

I vetri fonoisolanti sono di solito più spessi e gli spessori sono differenziati tra le lastre interne ed esterne; inoltre hanno una intercapedine più ampia.

Un vetro fonoisolante deve avere almeno un abbattimento acustico di 40dB e i più performanti possono raggiungere fino a 48 dB. I vetri di serie sulla maggior parte delle finestre sono generalmente 32/36 dB e non sono assolutamente adatti quando c’è la protezione dal rumore come primaria esigenza.

Cosi come per la sicurezza antisfondamento, anche per l’acustica non è solo il vetro a determinare l’efficacia della finestra.

La finestra acustica è come un piatto culinario elaborato: ci sono tanti diversi ingredienti che vanno dosati e mescolati insieme in un certo modo, e anche solo un piccolo errore nella scelta, dosaggio o cottura può rovinare il gusto della pietanza.

Pertanto, in una finestra acustica è fondamentale anche:

  • la posa in opera;
  • il nuovo controtelaio se c’è un ristrutturazione;
  • le guarnizioni sulla finestra e sul telaio;
  • i punti di chiusura ecc.

Particolare attenzione devono avere l’isolamento e coibentazione dei cassonetti, nel caso ci siano tapparelle.

 

Domande frequenti

 

Meglio vetro temperato o stratificato? 

La risposta più semplice è: in sostanza vanno bene entrambi. Vediamo nel dettaglio.

La differenza principale è che il vetro temperato è più leggero rispetto allo stratificato e costa leggermente meno.

Per la sicurezza anti-infortunio della tua famiglia sono corretti entrambi, perché assolvono la stessa funzione, anche se in modi diversi.

 

Quando scegliere un vetro temperato?

I vetri temperati (o temprati) non possono essere utilizzati per tutte quelle situazioni dove è necessario un vetro anticaduta, ad esempio un tetto vetrato di una veranda, perché in caso di urto violento, non impediscono ai frammenti di cadere nel vuoto.

In linea di massima il vetro temperato è ancor più resistente agli urti di un vetro stratificato basico e reagisce meglio agli shock termici.

 

Quando scegliere un vetro stratificato?

Il vetro stratificato invece può raggiungere ottimi livelli di abbattimento acustico e di sicurezza antieffrazione – tentativi di furto e scasso – che non è possibile ottenere con i vetri temperati.

Se hai bambini, in particolare molto piccoli, può essere preferibile il vetro stratificato perché, se dovesse rompersi – e ce ne vuole – si spaventano di meno dato che i frammenti rimangono attaccati alla sede della finestra invece di sparpagliarsi in tanti pezzettini smussati.

Per fortuna, tuttavia, con i nuovi vetrocamera di sicurezza, il rischio di rottura del vetro stratificato o temperato è veramente ridotto al minimo.

 

Quanto costa un vetro stratificato al metro quadro?

Il prezzo di un vetro stratificato viene indicato per metro quadro e varia in relazione allo spessore delle lastre e alle caratteristiche. Un vetro stratificato base, senza particolari caratteristiche, spesso 6/9 mm totali può costare circa 30-50 € al m2

Ovviamente il prezzo aumenta in relazione allo spessore delle singole lastre e del numero di pellicole applicate, nel caso siano necessari vetri per abbattere il rumore, di sicurezza antiscasso o addirittura antiproiettile.

 

Lo shock termico in un vetro stratificato

Il cambiamento brusco e repentino di temperatura, soprattutto quando non è omogeneo, può causare sollecitazioni e tensioni sul vetro che portano alla sua rottura. Questo fenomeno si chiama shock o stress termico.

Il vetro infatti, a differenza ad esempio dei metalli, non tollera le deformazioni della struttura in seguito ad una variazione termica elevata, e quando supera i suoi limiti di elasticità si rompe.

Quando la superficie del nostro vetro viene costantemente sollecitato da due temperature diverse, prima o poi si romperà nel punto in cui queste temperature si incontrano.

Pensiamo ad esempio ad una bella finestra ampia e luminosa, esposta a sud e soggetta a calore solare, mentre dentro è coperta da un tendaggio molto spesso che fa ombra. Il lato all’ombra manterrà una temperatura costante, il lato al caldo si dilaterà per il calore; il punto nel quale sole e ombra si incontrano può essere sollecitato fino alla rottura del vetro.

Di solito una frattura del vetro da shock termico si verifica lungo i suoi bordi.

È necessaria la sostituzione completa del vetro.

Le cause dello shock possono essere esterne alla casa, come ad esempio la posizione e l’orientamento degli infissi o la presenza di elementi estranei esterni che portano sbalzi di temperatura; interne alla casa come ad esempio la presenza di fonti di calore o sistemi di riscaldamento molto vicini ai vetri, oppure cause legate alla finestre stesse, dimensioni, colori, qualità dei materiali, accessori aggiuntivi.

L’impiego nei moderni infissi di vetri che trasmettono più luce e assorbono meno calore, riducono ai minimi termini il rischio di shock termico.

Si possono inoltre utilizzare vetri temprati nella composizione del vetrocamera perché hanno elevata resistenza agli sbalzi termici.

Ad esempio, in una finestra tradizionale, posso avere un vetrocamera doppio con vetro stratificato sul lato interno, per la sicurezza anti-infortunio e un vetro esterno temperato, dalla tonalità neutra, scarsamente riflettente, con un valore g alto, per evitare che si verifichi il surriscaldamento.

 

Vetri di sicurezza: normativa UNI 7697

In Italia esiste una normativa molto importante, uscita nel 2014, che stabilisce quale tipo di vetri devono avere sia le case private sia gli edifici pubblici e commerciali.

Questa normativa, chiamata UNI 7697, ha migliorato molto le condizioni di sicurezza dei vetri degli edifici, in particolar modo per le abitazioni private.

Secondo la normativa, nelle abitazioni private, tutti i vetri posizionati sotto il metro di altezza rispetto al pavimento, esempio classico una portafinestra di un terrazzo, devono essere di sicurezza dentro e fuori. I vetri che sono posizionati a un’altezza superiore al metro di altezza rispetto al pavimento, ad es. di una finestra tradizionale, devono essere di sicurezza sul lato interno.

Nei luoghi pubblici, come ad esempio piscine, uffici o ristoranti, tutti i vetri, in qualsiasi posizione e altezza siano essi collocati, devono essere di sicurezza sul lato interno ed esterno.

L’esigenza è nata dall’impiego di superfici vetrate sempre più grandi per le abitazioni ma soprattutto per ridurre drasticamente il rischio di lesioni causate dalla rottura del vetro.

In passato infatti, e parliamo solo di pochi anni fa, non c’era una regola precisa per fare i vetri degli edifici e quindi si potevano anche mettere vetri semplici, che si rompevano facilmente e causavano lesioni anche molto gravi.

Quando scegli le nuove finestre per la tua casa, i vetri devono essere sempre di sicurezza, secondo quanto previsto dalla normativa. L’azienda fornitrice deve certificare la sicurezza anti-infortunio dei vetri, in relazione alla tipologia e al loro posizionamento, rispetto al pavimento. Se non lo fa può rischiare gravi conseguenze non solo morali ma anche penali.

 

Conclusioni

Bene, eccoci giunti al termine di questo articolo sui vetri stratificati.

Se hai qualche dubbio o domanda, dai un’occhiata ai miei articoli sul vetrocamera e sul vetro basso emissivo oppure lascia un commento qui sotto.

Un caro saluto,
Mauro

 

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